L'articolo introduce il numero monografico della rivista, di cui l'autrice è curatrice, sul tema della relazione tra architettura e forme di narrazione. Trovandoci nell’era della comunicazione, delle molteplici declinazioni in cui il rapporto può essere inteso, riscuote particolare successo l’accostare l’architettura a un concetto proprio della comunicazione contemporanea, lo storytelling. Architettura e racconto intrattengono, però, un legame più profondo se li consideriamo come forme di interpretazione del rapporto tra uomo e mondo. La comune tensione ermeneutica del costruire e del narrare / comporre si coglie nell’opera di architetti-poeti, o architetti la cui opera comprende anche la composizione poetica. In particolare l'articolo prende in esame e confronta il rapporto tra composizione architettonica e composizione poetica in Le Corbusier, col suo Poème de l'Angle Droit, e John Hejduk, con il lungo componimento poetico Sentences on the House. In entrambi gli autori la poesia si dimostra inscindibile dalla narratività ermeneutica delle loro architetture. Nelle composizioni poetiche come in quelle architettoniche è indagata l’attitudine umana all’abitare. La questione, posta anche agli altri autori presenti nel numero, è se sia possibile conciliare una narratività che fa dell’architettura una pratica potenzialmente critica rispetto alle condizioni date, con l’applicazione delle tecniche dello storytelling, la cui efficacia sembra risiedere più nella semplificazione esplicativa che nella problematicità.

Architettura e narrazione. L'architetto come storyteller?

giuseppina scavuzzo
2019-01-01

Abstract

L'articolo introduce il numero monografico della rivista, di cui l'autrice è curatrice, sul tema della relazione tra architettura e forme di narrazione. Trovandoci nell’era della comunicazione, delle molteplici declinazioni in cui il rapporto può essere inteso, riscuote particolare successo l’accostare l’architettura a un concetto proprio della comunicazione contemporanea, lo storytelling. Architettura e racconto intrattengono, però, un legame più profondo se li consideriamo come forme di interpretazione del rapporto tra uomo e mondo. La comune tensione ermeneutica del costruire e del narrare / comporre si coglie nell’opera di architetti-poeti, o architetti la cui opera comprende anche la composizione poetica. In particolare l'articolo prende in esame e confronta il rapporto tra composizione architettonica e composizione poetica in Le Corbusier, col suo Poème de l'Angle Droit, e John Hejduk, con il lungo componimento poetico Sentences on the House. In entrambi gli autori la poesia si dimostra inscindibile dalla narratività ermeneutica delle loro architetture. Nelle composizioni poetiche come in quelle architettoniche è indagata l’attitudine umana all’abitare. La questione, posta anche agli altri autori presenti nel numero, è se sia possibile conciliare una narratività che fa dell’architettura una pratica potenzialmente critica rispetto alle condizioni date, con l’applicazione delle tecniche dello storytelling, la cui efficacia sembra risiedere più nella semplificazione esplicativa che nella problematicità.
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