L'attività di ricerca presentata ha come scopo l'analisi del profilo di funzionamento mentale associato alla sintomatologia tipica dei disturbi alimentari, focalizzandosi in particolar modo su tre costrutti: la metacognizione (nella forma delle credenze metacognitive), lo stile cognitivo e la regolazione emotiva. Esistono molti dati in letteratura che evidenziano in pazienti con disturbi alimentari la presenza di deficit in queste funzioni; ad ogni modo, tali evidenze risultano ancora frammentarie considerato che raramente le vulnerabilità che si collocano ai tre suddetti livelli sono state considerate simultaneamente per stimarne le relazioni ed il contributo specifico. Col presente progetto ci si propone di indagare più in dettaglio le relazioni tra questi costrutti, in modo da comprenderne meglio il ruolo rispetto all' insorgenza dei sintomi. La ricerca condotta è composta da tre studi. Il primo studio concerne la validazione in italiano su campione clinico e non clinico del Detail and Flexibility Questionnaire (Roberts et al., 2011), strumento self-report volto a valutare due stili cognitivi che frequentemente sono stati ritrovati in letteratura associati ai disturbi alimentari: l'inflessibilità cognitiva e l'iperattenzione ai dettagli. Il secondo studio mira a indagare l'associazione tra processi metacognitivi, cognitivi e di regolazione emotiva in relazione al rischio di sviluppare un disturbo alimentare in un gruppo di studenti delle scuole superiori di II grado. Il terzo studio ha come scopo l'indagine degli stessi costrutti (metacognizione, cognizione, regolazione emotiva) in un campione clinico di pazienti con diagnosi alimentare al primo accesso alle cure. Per quanto riguarda il primo studio, le analisi dei dati confermano il modello a due fattori ed evidenziano l'abilità del DFlex di discriminare tra pazienti con disturbi alimentari e soggetti sani. Il DFlex rappresenta un elemento utile sia nel contesto della ricerca che clinico, in quanto permette di raccogliere importanti informazioni sullo stile cognitivo del paziente, impostandone il trattamento. Per quanto riguarda il secondo studio condotto, i dati riscontrati sottolineano l'importanza delle disfunzioni di regolazione emotiva (in particolar modo le difficoltà di riconoscimento e di autoconsapevolezza emotiva) e metacognitiva (in particolare attraverso la credenza metacognitiva di bisogno di controllo dei propri pensieri e stati interni) rispetto al rischio di sviluppare un disturbo alimentare. Infine, sebbene i modelli iniziali nel terzo studio sembrassero confermare quelli riscontrati per gli studenti dello studio n.2, analisi della moderazione hanno evidenziato un pattern di funzionamento psicologico associato alla sintomatologia alimentare differente a seconda della categoria diagnostica considerata. In particolare, emerge che pazienti con diagnosi di anoressia nervosa e binge eating disorder presentano un profilo di funzionamento simile, caratterizzato da un coinvolgimento diretto della disregolazione emotiva sulla sintomatologia alimentare.

INDAGINE DELLE RELAZIONI TRA FATTORI DI VULNERABILITA' METACOGNITIVI, COGNITIVI ED EMOTIVI NEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

MARCHIOL, FIORENZA
2020-03-27

Abstract

L'attività di ricerca presentata ha come scopo l'analisi del profilo di funzionamento mentale associato alla sintomatologia tipica dei disturbi alimentari, focalizzandosi in particolar modo su tre costrutti: la metacognizione (nella forma delle credenze metacognitive), lo stile cognitivo e la regolazione emotiva. Esistono molti dati in letteratura che evidenziano in pazienti con disturbi alimentari la presenza di deficit in queste funzioni; ad ogni modo, tali evidenze risultano ancora frammentarie considerato che raramente le vulnerabilità che si collocano ai tre suddetti livelli sono state considerate simultaneamente per stimarne le relazioni ed il contributo specifico. Col presente progetto ci si propone di indagare più in dettaglio le relazioni tra questi costrutti, in modo da comprenderne meglio il ruolo rispetto all' insorgenza dei sintomi. La ricerca condotta è composta da tre studi. Il primo studio concerne la validazione in italiano su campione clinico e non clinico del Detail and Flexibility Questionnaire (Roberts et al., 2011), strumento self-report volto a valutare due stili cognitivi che frequentemente sono stati ritrovati in letteratura associati ai disturbi alimentari: l'inflessibilità cognitiva e l'iperattenzione ai dettagli. Il secondo studio mira a indagare l'associazione tra processi metacognitivi, cognitivi e di regolazione emotiva in relazione al rischio di sviluppare un disturbo alimentare in un gruppo di studenti delle scuole superiori di II grado. Il terzo studio ha come scopo l'indagine degli stessi costrutti (metacognizione, cognizione, regolazione emotiva) in un campione clinico di pazienti con diagnosi alimentare al primo accesso alle cure. Per quanto riguarda il primo studio, le analisi dei dati confermano il modello a due fattori ed evidenziano l'abilità del DFlex di discriminare tra pazienti con disturbi alimentari e soggetti sani. Il DFlex rappresenta un elemento utile sia nel contesto della ricerca che clinico, in quanto permette di raccogliere importanti informazioni sullo stile cognitivo del paziente, impostandone il trattamento. Per quanto riguarda il secondo studio condotto, i dati riscontrati sottolineano l'importanza delle disfunzioni di regolazione emotiva (in particolar modo le difficoltà di riconoscimento e di autoconsapevolezza emotiva) e metacognitiva (in particolare attraverso la credenza metacognitiva di bisogno di controllo dei propri pensieri e stati interni) rispetto al rischio di sviluppare un disturbo alimentare. Infine, sebbene i modelli iniziali nel terzo studio sembrassero confermare quelli riscontrati per gli studenti dello studio n.2, analisi della moderazione hanno evidenziato un pattern di funzionamento psicologico associato alla sintomatologia alimentare differente a seconda della categoria diagnostica considerata. In particolare, emerge che pazienti con diagnosi di anoressia nervosa e binge eating disorder presentano un profilo di funzionamento simile, caratterizzato da un coinvolgimento diretto della disregolazione emotiva sulla sintomatologia alimentare.
PENOLAZZI, Barbara
CAVALLERO, CORRADO
32
2018/2019
Settore M-PSI/08 - Psicologia Clinica
Università degli Studi di Trieste
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11368/2961361
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