Obiettivi La riabilitazione fissa di arcate mascellari edentule con grave atrofia ossea rappresenta una sfida per il clinico. Negli ultimi anni, nonostante l’aumento delle terapie rigenerative e delle tecniche d’incremento osseo abbia notevolmente superato il ricorso all’utilizzo di impianti subperiostei (o iuxta-ossei), questa metodica appare tutt’altro che obsoleta. Infatti, l’avvento della tecnologia digitale cone beam, la creazione del modello stereolitografico, l’uso di griglie in titanio lavorate con tecniche di addizione e, conseguentemente, l’aumento di precisione e resistenza del manufatto possono valorizzare l’utilizzo degli impianti sottoperiostei e mettere in luce i numerosi vantaggi che essi concedono, quali la riabilitazione fissa del paziente in un’unica seduta e la riduzione dei costi. Materiali e metodi Il caso clinico che presentiamo propone una riabilitazione complessa di un mascellare edentulo atrofico tramite l’impiego di un impianto sottoperiosteo. Risultati A tre anni, il caso appare stabile. Conclusioni Al momento, la scelta del paziente, il disegno e la costruzione del manufatto, la fissazione rigida con viti e impianti, la presenza di adeguati tessuti molli a ricoprire il manufatto e i monconi su cui avvitare la protesi sembrano essere criteri imprescindibili per la riuscita del trattamento.

Grave atrofia del mascellare superiore: Soluzione chirurgica con implantologia iuxta-ossea

Gobbo M.
;
Ottaviani G.;Rupel K.;Poropat A.;Biasotto M.
2019-01-01

Abstract

Obiettivi La riabilitazione fissa di arcate mascellari edentule con grave atrofia ossea rappresenta una sfida per il clinico. Negli ultimi anni, nonostante l’aumento delle terapie rigenerative e delle tecniche d’incremento osseo abbia notevolmente superato il ricorso all’utilizzo di impianti subperiostei (o iuxta-ossei), questa metodica appare tutt’altro che obsoleta. Infatti, l’avvento della tecnologia digitale cone beam, la creazione del modello stereolitografico, l’uso di griglie in titanio lavorate con tecniche di addizione e, conseguentemente, l’aumento di precisione e resistenza del manufatto possono valorizzare l’utilizzo degli impianti sottoperiostei e mettere in luce i numerosi vantaggi che essi concedono, quali la riabilitazione fissa del paziente in un’unica seduta e la riduzione dei costi. Materiali e metodi Il caso clinico che presentiamo propone una riabilitazione complessa di un mascellare edentulo atrofico tramite l’impiego di un impianto sottoperiosteo. Risultati A tre anni, il caso appare stabile. Conclusioni Al momento, la scelta del paziente, il disegno e la costruzione del manufatto, la fissazione rigida con viti e impianti, la presenza di adeguati tessuti molli a ricoprire il manufatto e i monconi su cui avvitare la protesi sembrano essere criteri imprescindibili per la riuscita del trattamento.
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