L’espansione dell’influenza economica e politica della Cina verso l’Europa non costituisce un fenomeno episodico. Al contrario essa è parte di una dinamica storica ben precisa che ha interessato non solo la Cina ma anche diverse economie dell’Asia meridionale e orientale. Sul piano storico, la tendenza è correlata al passaggio delle economie di molti paesi asiatici da un modello basato sul controllo statale dell’economia e la chiusura verso i mercati esteri a un modello liberista. Si tratta di un passaggio storico fondamentale che ha avuto luogo nei principali Stati asiatici fra gli anni ’80 e ‘90. In Cina, come è noto, la transizione all’economia di mercato si è sviluppata sotto la leadership di Deng Xiao Ping già dal 1978, per accelerare nei successivi venti anni. In India - oggi la terza delle grandi economie asiatiche in termini di prodotto interno lordo - la liberalizzazione economica si è mossa in modo simile a quella di Pechino, compiendo i primi passi negli anni ’70-‘80 sotto i governi di Indira Gandhi e del figlio Rajiv, raggiungendo il culmine nel 1991 con l’ascesa al governo di Narasimha Rao e del suo ministro delle finanze – in seguito primo ministro - Manmohan Singh. Questo processo è stato accompagnato da un fenomeno di democratizzazione che ha interessato altre economie asiatiche già consolidate. Negli anni ’80 e ’90, ad esempio, si è registrata la liberalizzazione politica della Corea del Sud e di Taiwan, evoluzione che ne ha rafforzato il dinamismo economico e l’apertura ai mercati internazionali. Tutto ciò dimostra che, più che di ascesa della Cina come fenomeno individuale, sarebbe più corretto pensare a un revival dell’Asia nel quadro politico ed economico internazionale.

Cina ed Europa, tra economia e politica

Diego Abenante
2020-01-01

Abstract

L’espansione dell’influenza economica e politica della Cina verso l’Europa non costituisce un fenomeno episodico. Al contrario essa è parte di una dinamica storica ben precisa che ha interessato non solo la Cina ma anche diverse economie dell’Asia meridionale e orientale. Sul piano storico, la tendenza è correlata al passaggio delle economie di molti paesi asiatici da un modello basato sul controllo statale dell’economia e la chiusura verso i mercati esteri a un modello liberista. Si tratta di un passaggio storico fondamentale che ha avuto luogo nei principali Stati asiatici fra gli anni ’80 e ‘90. In Cina, come è noto, la transizione all’economia di mercato si è sviluppata sotto la leadership di Deng Xiao Ping già dal 1978, per accelerare nei successivi venti anni. In India - oggi la terza delle grandi economie asiatiche in termini di prodotto interno lordo - la liberalizzazione economica si è mossa in modo simile a quella di Pechino, compiendo i primi passi negli anni ’70-‘80 sotto i governi di Indira Gandhi e del figlio Rajiv, raggiungendo il culmine nel 1991 con l’ascesa al governo di Narasimha Rao e del suo ministro delle finanze – in seguito primo ministro - Manmohan Singh. Questo processo è stato accompagnato da un fenomeno di democratizzazione che ha interessato altre economie asiatiche già consolidate. Negli anni ’80 e ’90, ad esempio, si è registrata la liberalizzazione politica della Corea del Sud e di Taiwan, evoluzione che ne ha rafforzato il dinamismo economico e l’apertura ai mercati internazionali. Tutto ciò dimostra che, più che di ascesa della Cina come fenomeno individuale, sarebbe più corretto pensare a un revival dell’Asia nel quadro politico ed economico internazionale.
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