Il numero tre assume molteplici significati in questa ricerca. Il primo riguarda l'evoluzione del rapporto tra città portuale e acqua nel corso della storia. Tre sono le fasi che caratterizzano ad oggi questa relazione. La prima fase è caratterizzata in larga parte dall'unità urbanistica tra città e porto: il waterfront è il luogo sul quale la città-porto preindustriale prende forma e si rappresenta; è uno spazio aperto e pubblico dominato dalle attività di scambio commerciale. Nella seconda fase il waterfront è uno spazio off-limits per la città e per i cittadini, sia esso occupato dalle attività portuali logistiche, industriali, di cantieristica navale, o caratterizzate dalla dismissione e dall'abbandono. Il waterfront urbano è oggi in una terza fase, quella di spazio urbano accessibile, pubblico, ad uso della comunità locale e occupato da funzioni in gran parte extra-portuali. Questa ricerca intende per questo motivo affrontare la questione della riqualificazione dei waterfront a partire da un punto di vista urbanistico, o in altri termini, da una prospettiva urbana riguardante progetti, piani e politiche per la rigenerazione del fronte d'acqua della città d'acqua contemporanea. Definire una prospettiva urbana nei confronti di questo tipo di spazi significa prima di tutto porre l'attenzione sulla questione della relazione città-acqua attraverso il waterfront, prescindendo dalla relazione città porto. Significa quindi guardare a quell'insieme di spazi che non costituiscono più (probabilmente in modo irreversibile) parte dell'area portuale, ma formano oggi il sistema di spazi e di attrezzature pubbliche che compongono l'interfaccia tra la città e l'acqua. Molto spesso la questione del waterfront redevelopment appare subordinata allo studio dell'evoluzione della relazione tra due entità, la città e il porto, ormai completamente separate sul piano geografico, funzionale, ambientale e gestionale. Il waterfront urbano non sede di attività portuali, nasce come 'scarto' di un processo di innovazione tecnologica e rafforzamento della competitività commerciale dei porti e delle attività portuali internazionali. Tuttavia, nel momento in cui le autorità portuali hanno spostato il loro campo di manovra su altre aree, per lo più extraurbane, lo spazio risultante è passato nella gran parte dei casi in concessione alle autorità pubbliche locali competenti, diventando dal punto di vista amministrativo una porzione di città. Pur riconoscendo l'importanza e l'indiscussa necessità di un costante sforzo per contribuire alla definizione di una nuova forma di equilibrio tra la città e il porto nel XXI secolo, questa ricerca focalizza la sua attenzione sulle trasformazioni presenti e passate delle aree di waterfront, un tempo aree portuali, che sono oggi di dominio pubblico. A partire dalla loro natura di infrastruttura urbana servente, i waterfront si caratterizzano oggi in larga parte come luogo di rappresentazione di tre domande di trasformazione: la necessità di godere di un affaccio all'acqua pubblico, accessibile, fruibile e a supporto di tutta la comunità urbana, quindi di un waterfront come patrimonio urbano; l'esigenza di mettere in atto in questi ambiti, un insieme di misure per l'adattamento agli eventi climatici estremi di tipo alluvionale sempre più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici; infine l'esigenza di gestire lo spazio di waterfront come una risorsa per lo sviluppo di un turismo urbano che, nei casi delle città d'acqua, risulta ampiamente caratterizzato dal fenomeno del turismo crocieristico. Definire le caratteristiche principali di questi tre modi di guardare i waterfront contemporanei anche grazie all'approfondimento di tre casi esemplari, rappresenta l'obiettivo principale di questa ricerca.

W 3/3. IL WATERFRONT COME LABORATORIO URBANO PER NUOVI PROCESSI DI RIGENERAZIONE

CIUFFARIN, IGOR
2019-03-29T00:00:00+01:00

Abstract

Il numero tre assume molteplici significati in questa ricerca. Il primo riguarda l'evoluzione del rapporto tra città portuale e acqua nel corso della storia. Tre sono le fasi che caratterizzano ad oggi questa relazione. La prima fase è caratterizzata in larga parte dall'unità urbanistica tra città e porto: il waterfront è il luogo sul quale la città-porto preindustriale prende forma e si rappresenta; è uno spazio aperto e pubblico dominato dalle attività di scambio commerciale. Nella seconda fase il waterfront è uno spazio off-limits per la città e per i cittadini, sia esso occupato dalle attività portuali logistiche, industriali, di cantieristica navale, o caratterizzate dalla dismissione e dall'abbandono. Il waterfront urbano è oggi in una terza fase, quella di spazio urbano accessibile, pubblico, ad uso della comunità locale e occupato da funzioni in gran parte extra-portuali. Questa ricerca intende per questo motivo affrontare la questione della riqualificazione dei waterfront a partire da un punto di vista urbanistico, o in altri termini, da una prospettiva urbana riguardante progetti, piani e politiche per la rigenerazione del fronte d'acqua della città d'acqua contemporanea. Definire una prospettiva urbana nei confronti di questo tipo di spazi significa prima di tutto porre l'attenzione sulla questione della relazione città-acqua attraverso il waterfront, prescindendo dalla relazione città porto. Significa quindi guardare a quell'insieme di spazi che non costituiscono più (probabilmente in modo irreversibile) parte dell'area portuale, ma formano oggi il sistema di spazi e di attrezzature pubbliche che compongono l'interfaccia tra la città e l'acqua. Molto spesso la questione del waterfront redevelopment appare subordinata allo studio dell'evoluzione della relazione tra due entità, la città e il porto, ormai completamente separate sul piano geografico, funzionale, ambientale e gestionale. Il waterfront urbano non sede di attività portuali, nasce come 'scarto' di un processo di innovazione tecnologica e rafforzamento della competitività commerciale dei porti e delle attività portuali internazionali. Tuttavia, nel momento in cui le autorità portuali hanno spostato il loro campo di manovra su altre aree, per lo più extraurbane, lo spazio risultante è passato nella gran parte dei casi in concessione alle autorità pubbliche locali competenti, diventando dal punto di vista amministrativo una porzione di città. Pur riconoscendo l'importanza e l'indiscussa necessità di un costante sforzo per contribuire alla definizione di una nuova forma di equilibrio tra la città e il porto nel XXI secolo, questa ricerca focalizza la sua attenzione sulle trasformazioni presenti e passate delle aree di waterfront, un tempo aree portuali, che sono oggi di dominio pubblico. A partire dalla loro natura di infrastruttura urbana servente, i waterfront si caratterizzano oggi in larga parte come luogo di rappresentazione di tre domande di trasformazione: la necessità di godere di un affaccio all'acqua pubblico, accessibile, fruibile e a supporto di tutta la comunità urbana, quindi di un waterfront come patrimonio urbano; l'esigenza di mettere in atto in questi ambiti, un insieme di misure per l'adattamento agli eventi climatici estremi di tipo alluvionale sempre più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici; infine l'esigenza di gestire lo spazio di waterfront come una risorsa per lo sviluppo di un turismo urbano che, nei casi delle città d'acqua, risulta ampiamente caratterizzato dal fenomeno del turismo crocieristico. Definire le caratteristiche principali di questi tre modi di guardare i waterfront contemporanei anche grazie all'approfondimento di tre casi esemplari, rappresenta l'obiettivo principale di questa ricerca.
MARIN, ALESSANDRA
31
2017/2018
Settore ICAR/21 - Urbanistica
Università degli Studi di Trieste
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Descrizione: W 3/3 IL WATERFRONT COME LABORATORIO URBANO PER NUOVI PROCESSI DI RIGENERAZIONE
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11368/2991018
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