L’ordinanza in commento nega ad un’associazione combattentistica la riattivazione del proprio profilo Facebook, disattivato permanentemente a seguito di una serie ravvicinata di violazioni delle regole di condotta per gli utenti. Nel raggiungere la decisione, il giudice designato va a toccare alcuni punti nevralgici del diritto all’informazione odierno, in particolar modo – in primis - il rapporto tra social media e utenti, ed in secondo luogo la portata dei poteri privati degli ‘‘intermediari delle informazioni’’.

Facebook, standard unilaterali di condotta e memoria condivisa

CITARELLA GIUSEPPE
2021-01-01

Abstract

L’ordinanza in commento nega ad un’associazione combattentistica la riattivazione del proprio profilo Facebook, disattivato permanentemente a seguito di una serie ravvicinata di violazioni delle regole di condotta per gli utenti. Nel raggiungere la decisione, il giudice designato va a toccare alcuni punti nevralgici del diritto all’informazione odierno, in particolar modo – in primis - il rapporto tra social media e utenti, ed in secondo luogo la portata dei poteri privati degli ‘‘intermediari delle informazioni’’.
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