Generally, the developments of criminology and psychoanalysis between the end of the Nineteenth century and the first decades of the XX° are considered substantially separate; such interpretation is especially applied to relationships between Lombrosian scholars and the first Italian followers of Sigmund Freud. However, an accurate analysis of bibliographical and archival materials relevant to that period allows to describe a more articulated and manifold reality. The Author aim to reconstruct Purpose of this paper is to reconstruct by an historical approach the relationships between criminologists and pioneers of psychoanalysis in Italy in the period between world wars, when Lombroso had died from a long time and an elder Freud had reached a worldwide notoriety. Especially after 1930 - despite a largely hostile political and cultural context – some considerable Italian exponents of criminology and psychoanalysis developed a lively and sometimes significant dialectics. Their comparison - although among increasing reticences and difficulties - continued, even after the dramatic beginning of racial persecutions, up to the war already begun. Generalmente gli sviluppi della criminologia e della psicoanalisi tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX si considerano sostanzialmente separati e tale interpretazione viene applicata specialmente ai rapporti intercorsi fra gli studiosi di ispirazione lombrosiana e i primi seguaci italiani di Sigmund Freud. Tuttavia la scrupolosa analisi di materiali bibliografici e archivistici attinenti a quel periodo consente di ricostruire una realtà più articolata e complessa. Scopo del presente contributo è ricostruire mediante un approccio storico le relazioni intercorse fra criminologi e pionieri della psicoanalisi in Italia nel periodo fra le guerre mondiali, quando Lombroso era scomparso da tempo e Freud, ormai anziano, aveva raggiunto una notorietà mondiale. Specialmente dopo il 1930, nonostante un contesto politico e culturale in buona parte ostile, alcuni importanti esponenti italiani della criminologia e della psicoanalisi svilupparono una dialettica vivace e talvolta significativa. Il loro confronto - seppure tra crescenti reticenze e difficoltà - proseguì sino a guerra inoltrata, anche dopo il drammatico inizio delle persecuzioni razziali.

Criminologia e psicoanalisi nell'Italia fra le due guerre: testimonianze di un rapporto dimenticato

Pierpaolo Martucci
2022-01-01

Abstract

Generally, the developments of criminology and psychoanalysis between the end of the Nineteenth century and the first decades of the XX° are considered substantially separate; such interpretation is especially applied to relationships between Lombrosian scholars and the first Italian followers of Sigmund Freud. However, an accurate analysis of bibliographical and archival materials relevant to that period allows to describe a more articulated and manifold reality. The Author aim to reconstruct Purpose of this paper is to reconstruct by an historical approach the relationships between criminologists and pioneers of psychoanalysis in Italy in the period between world wars, when Lombroso had died from a long time and an elder Freud had reached a worldwide notoriety. Especially after 1930 - despite a largely hostile political and cultural context – some considerable Italian exponents of criminology and psychoanalysis developed a lively and sometimes significant dialectics. Their comparison - although among increasing reticences and difficulties - continued, even after the dramatic beginning of racial persecutions, up to the war already begun. Generalmente gli sviluppi della criminologia e della psicoanalisi tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX si considerano sostanzialmente separati e tale interpretazione viene applicata specialmente ai rapporti intercorsi fra gli studiosi di ispirazione lombrosiana e i primi seguaci italiani di Sigmund Freud. Tuttavia la scrupolosa analisi di materiali bibliografici e archivistici attinenti a quel periodo consente di ricostruire una realtà più articolata e complessa. Scopo del presente contributo è ricostruire mediante un approccio storico le relazioni intercorse fra criminologi e pionieri della psicoanalisi in Italia nel periodo fra le guerre mondiali, quando Lombroso era scomparso da tempo e Freud, ormai anziano, aveva raggiunto una notorietà mondiale. Specialmente dopo il 1930, nonostante un contesto politico e culturale in buona parte ostile, alcuni importanti esponenti italiani della criminologia e della psicoanalisi svilupparono una dialettica vivace e talvolta significativa. Il loro confronto - seppure tra crescenti reticenze e difficoltà - proseguì sino a guerra inoltrata, anche dopo il drammatico inizio delle persecuzioni razziali.
2022
31-mar-2022
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