Il tema della molteplicità investe la nostra intera esperienza, riguardando la multiformità del reale nel quale siamo inseriti, la multivocità delle interpretazioni e della azioni, la pluristratificazione della percezione che abbiamo di noi stessi in quanto umani, ciascuno nella propria singolarità vivente e insieme, nel reciproco riconoscimento di appartenenza a una medesima specie e dinanzi alla varietà delle forme di vita. In questo contributo la trattazione della questione prenderà spunto dalla osservazione di Plotino: «Noi siamo infatti una molteplicità» (Enneadi I 1,9). La ricchezza della varietà è sottesa dal comune dell’origine: dall’Uno i molti. Essi, in virtù di una natura già molteplice, primigenia e una, appaiono correlati nella loro costituzione stessa, anziché essere considerati nella dissociazione di una dispersione disordinata e grezza. In seno alla tradizione ebraico-cristiana poi, la molteplicità delle ipostasi e delle parti dell’anthropos (corpo, psiche, spirito) è stata pensata come ricchezza relazionale dell’intero. I temi della giustizia, della dignità del vivente e del suo ecosistema fanno appello al riconoscimento della molteplicità come categoria dell’affermazione, contro la perdita delle specificità nell’omologazione o nel contrasto della moltitudine, quale rischio estremo che il nuovo millennio si trova ad affrontare.

La consistenza della molteplicità. Considerazioni plotiniane

Alessandra Cislaghi
2022-01-01

Abstract

Il tema della molteplicità investe la nostra intera esperienza, riguardando la multiformità del reale nel quale siamo inseriti, la multivocità delle interpretazioni e della azioni, la pluristratificazione della percezione che abbiamo di noi stessi in quanto umani, ciascuno nella propria singolarità vivente e insieme, nel reciproco riconoscimento di appartenenza a una medesima specie e dinanzi alla varietà delle forme di vita. In questo contributo la trattazione della questione prenderà spunto dalla osservazione di Plotino: «Noi siamo infatti una molteplicità» (Enneadi I 1,9). La ricchezza della varietà è sottesa dal comune dell’origine: dall’Uno i molti. Essi, in virtù di una natura già molteplice, primigenia e una, appaiono correlati nella loro costituzione stessa, anziché essere considerati nella dissociazione di una dispersione disordinata e grezza. In seno alla tradizione ebraico-cristiana poi, la molteplicità delle ipostasi e delle parti dell’anthropos (corpo, psiche, spirito) è stata pensata come ricchezza relazionale dell’intero. I temi della giustizia, della dignità del vivente e del suo ecosistema fanno appello al riconoscimento della molteplicità come categoria dell’affermazione, contro la perdita delle specificità nell’omologazione o nel contrasto della moltitudine, quale rischio estremo che il nuovo millennio si trova ad affrontare.
978-88-8241-541-9
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