Il contributo intende ricostruire alcuni episodi della fortuna sette-ottocentesca di Juan Meléndez Valdés in Italia. Nell’ambito di un rafforzamento degli scambi culturali con la Spagna, dopo la prima edizione di Madrid (1785), i versi amorosi e bucolici di Batilo iniziarono a circolare e ad essere tradotti e apprezzati anche in Italia. Alle versioni pubblicate a Parma nel 1800 e nel 1833, per cura di Giuseppe Adorni, un poligrafo che si accostò in varie occasioni alla poesia spagnola contemporanea, se ne aggiunsero altre (Como, 1814; Milano, 1821), assegnabili al bergamasco Samuele Biava (divulgatore di testi di varia provenienza, non solo europea), nelle quali affiora un’attenzione speciale per le peculiarità metriche dei componimenti, nonché (secondo i precetti romantici) per la loro ricezione presso un pubblico più vasto. Nell’età della Restaurazione il gusto dei lettori era ormai orientato a riconoscere in Meléndez Valdés una tra le voci più autorevoli della moderna tradizione lirica ispanica; l’ampia sezione a lui riservata nella fortunata silloge di "Saggi in verso e in prosa di letteratura spagnuola", allestita nel 1835 dal comasco Pietro Monti (da principio traduttore dal francese e, poi, soprattutto dallo spagnolo), costituisce la prova di un’affermazione ormai consolidata.
Note sulla fortuna di Juan Meléndez Valdés in Italia
NECCHI R
2017-01-01
Abstract
Il contributo intende ricostruire alcuni episodi della fortuna sette-ottocentesca di Juan Meléndez Valdés in Italia. Nell’ambito di un rafforzamento degli scambi culturali con la Spagna, dopo la prima edizione di Madrid (1785), i versi amorosi e bucolici di Batilo iniziarono a circolare e ad essere tradotti e apprezzati anche in Italia. Alle versioni pubblicate a Parma nel 1800 e nel 1833, per cura di Giuseppe Adorni, un poligrafo che si accostò in varie occasioni alla poesia spagnola contemporanea, se ne aggiunsero altre (Como, 1814; Milano, 1821), assegnabili al bergamasco Samuele Biava (divulgatore di testi di varia provenienza, non solo europea), nelle quali affiora un’attenzione speciale per le peculiarità metriche dei componimenti, nonché (secondo i precetti romantici) per la loro ricezione presso un pubblico più vasto. Nell’età della Restaurazione il gusto dei lettori era ormai orientato a riconoscere in Meléndez Valdés una tra le voci più autorevoli della moderna tradizione lirica ispanica; l’ampia sezione a lui riservata nella fortunata silloge di "Saggi in verso e in prosa di letteratura spagnuola", allestita nel 1835 dal comasco Pietro Monti (da principio traduttore dal francese e, poi, soprattutto dallo spagnolo), costituisce la prova di un’affermazione ormai consolidata.Pubblicazioni consigliate
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