L'articolo si concentra su un aspetto malnoto del prolifico 'cantastorie' Giulio Cesare Croce (1550-1609). Celebre per il dittico in prosa di Bertoldo e Bertoldino, Croce è anche autore di parecchi testi poetici dialettali, nei quali il bolognese cittadino e il bolognese rustico si accompagnano alle varietà messe in voga dalla Commedia dell'Arte (anzitutto il bergamasco). Al versante espressivamente più 'pirotecnico' di questa produzione si volge l'articolo, esaminando le sonettesse crocesche costruite sull'esibizione plurilinguistica (in certi casi sono costretti in un unico pezzo fino a sedici, diciassette o addirittura diciannove tra lingue e dialetti). Si tratta di testi accomunati da una precisa regola strutturale, perché in essi "ciascun protagonista (vale a dire ogni singolo linguaggio [...]) ha diritto a un'unica performance, limitata a pochi versi, dopo i quali passa la staffetta a quello successivo". Diverse sono invece le cornici o i pretesti tematici: si svaria dalla sfilata di prodotti tipici dei vari paesi all'occasione matrimoniale (come nell'emblematico Maridazzo della bella Brunettina), fino allo schema babelico della rissa, durante la quale i litiganti intervengono ciascuno con una battuta nella propria lingua. Nell'appendice, si offre un regesto ragionato delle sonettesse plurilingui, con importanti precisazioni bibliografiche e nuove acquisizioni.

Le sonettesse «di varii linguaggi» di Giulio Cesare Croce

Federico Baricci
2020-01-01

Abstract

L'articolo si concentra su un aspetto malnoto del prolifico 'cantastorie' Giulio Cesare Croce (1550-1609). Celebre per il dittico in prosa di Bertoldo e Bertoldino, Croce è anche autore di parecchi testi poetici dialettali, nei quali il bolognese cittadino e il bolognese rustico si accompagnano alle varietà messe in voga dalla Commedia dell'Arte (anzitutto il bergamasco). Al versante espressivamente più 'pirotecnico' di questa produzione si volge l'articolo, esaminando le sonettesse crocesche costruite sull'esibizione plurilinguistica (in certi casi sono costretti in un unico pezzo fino a sedici, diciassette o addirittura diciannove tra lingue e dialetti). Si tratta di testi accomunati da una precisa regola strutturale, perché in essi "ciascun protagonista (vale a dire ogni singolo linguaggio [...]) ha diritto a un'unica performance, limitata a pochi versi, dopo i quali passa la staffetta a quello successivo". Diverse sono invece le cornici o i pretesti tematici: si svaria dalla sfilata di prodotti tipici dei vari paesi all'occasione matrimoniale (come nell'emblematico Maridazzo della bella Brunettina), fino allo schema babelico della rissa, durante la quale i litiganti intervengono ciascuno con una battuta nella propria lingua. Nell'appendice, si offre un regesto ragionato delle sonettesse plurilingui, con importanti precisazioni bibliografiche e nuove acquisizioni.
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