L’orgoglio di rappresentare un’antica cultura e un’antica religione, nonché una tradizione di resistenza alle varie potenze che di volta in volta si sono affermate in quello spazio, costituiscono oggi probabilmente la principale risorsa della comunità statuale armena. È un elemento di identità che significa per il Paese la consapevolezza di rischiare continuamente per la propria sopravvivenza in un contesto come quello del Caucaso, esposto a tensioni che si ripercuotono su una scala molto vasta. In queste circostanze il territorio armeno appare come un “buffer” tra grandi potenze, ex superpotenze in fasi di declino e potenze regionali in ascesa, che fanno spesso ricorso a espedienti geopolitici – tra i quali il cosiddetto “corridor approach” – per riaffermare posizioni di potere. Una situazione in cui la sopravvivenza millenaria del Paese, e della sua straordinaria cultura, appaiono qualche cosa di eroico, che merita l’attenzione di tutta l’umanità. Un fatto ancor più importante considerando che il Paese riesce a mantenere un ordinamento democratico, seppure tra drammatiche contraddizioni, e una politica di collaborazione internazionale. Le ultime evoluzioni, con l’”invasione” da parte dell’Azerbaigian del Nagorno Karabakh, e con il conseguente esodo della locale popolazione armena, tuttavia riportano all’attualità un passato di incubi che sembrava poter essere superato.

L’Armenia all’epoca di Putin: tra “trappole territoriali”, rischio di isolamento e geo-economie post-sovietiche

Igor Jelen
Primo
;
2023-01-01

Abstract

L’orgoglio di rappresentare un’antica cultura e un’antica religione, nonché una tradizione di resistenza alle varie potenze che di volta in volta si sono affermate in quello spazio, costituiscono oggi probabilmente la principale risorsa della comunità statuale armena. È un elemento di identità che significa per il Paese la consapevolezza di rischiare continuamente per la propria sopravvivenza in un contesto come quello del Caucaso, esposto a tensioni che si ripercuotono su una scala molto vasta. In queste circostanze il territorio armeno appare come un “buffer” tra grandi potenze, ex superpotenze in fasi di declino e potenze regionali in ascesa, che fanno spesso ricorso a espedienti geopolitici – tra i quali il cosiddetto “corridor approach” – per riaffermare posizioni di potere. Una situazione in cui la sopravvivenza millenaria del Paese, e della sua straordinaria cultura, appaiono qualche cosa di eroico, che merita l’attenzione di tutta l’umanità. Un fatto ancor più importante considerando che il Paese riesce a mantenere un ordinamento democratico, seppure tra drammatiche contraddizioni, e una politica di collaborazione internazionale. Le ultime evoluzioni, con l’”invasione” da parte dell’Azerbaigian del Nagorno Karabakh, e con il conseguente esodo della locale popolazione armena, tuttavia riportano all’attualità un passato di incubi che sembrava poter essere superato.
2023
29-dic-2023
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