Il testo analizza il ruolo di previsioni, modelli, simulazioni e scenari nella costruzione dei futuri possibili, con particolare attenzione al cambiamento climatico e alla minaccia nucleare. A partire dagli studi di Paul Edwards, viene evidenziato come dati e modelli climatici si coproducano reciprocamente all’interno di un’infrastruttura globale composta da satelliti, sensori e centri di calcolo, mostrando la natura non neutrale e mutevole della conoscenza scientifica. In parallelo, si ricostruisce la genealogia della pianificazione per scenari, dalle elaborazioni strategiche di Herman Kahn alla loro diffusione in ambito politico ed economico, fino alla formalizzazione operata da Pierre Wack. Il contributo distingue gli scenari da previsioni, visioni e simulazioni: mentre le previsioni mirano a individuare l’esito più probabile, gli scenari esplorano una pluralità di sviluppi possibili, inclusi quelli indesiderabili, in contesti segnati da crescente incertezza. Tale incertezza, storicamente legata alla minaccia nucleare, oggi si concentra sulla crisi climatica, che impone di ripensare la nozione di collettività umana e di responsabilità storica. Infine, il testo sottolinea l’importanza di integrare analisi storica, dimensione emotiva e costruzione di scenari, concependoli non solo come strumenti di pianificazione strategica, ma anche come dispositivi di apprendimento capaci di mobilitare attori, orientare l’azione e ampliare la comprensione dei processi globali.

Tra storia e scenari. Era atomica e cambiamento climatico / Centis, Ludovico. - In: TERRITORIO. - ISSN 1825-8689. - STAMPA. - 2024:110(2026), pp. 190-193. [10.3280/TR2024-]

Tra storia e scenari. Era atomica e cambiamento climatico

LUDOVICO CENTIS
2026-01-01

Abstract

Il testo analizza il ruolo di previsioni, modelli, simulazioni e scenari nella costruzione dei futuri possibili, con particolare attenzione al cambiamento climatico e alla minaccia nucleare. A partire dagli studi di Paul Edwards, viene evidenziato come dati e modelli climatici si coproducano reciprocamente all’interno di un’infrastruttura globale composta da satelliti, sensori e centri di calcolo, mostrando la natura non neutrale e mutevole della conoscenza scientifica. In parallelo, si ricostruisce la genealogia della pianificazione per scenari, dalle elaborazioni strategiche di Herman Kahn alla loro diffusione in ambito politico ed economico, fino alla formalizzazione operata da Pierre Wack. Il contributo distingue gli scenari da previsioni, visioni e simulazioni: mentre le previsioni mirano a individuare l’esito più probabile, gli scenari esplorano una pluralità di sviluppi possibili, inclusi quelli indesiderabili, in contesti segnati da crescente incertezza. Tale incertezza, storicamente legata alla minaccia nucleare, oggi si concentra sulla crisi climatica, che impone di ripensare la nozione di collettività umana e di responsabilità storica. Infine, il testo sottolinea l’importanza di integrare analisi storica, dimensione emotiva e costruzione di scenari, concependoli non solo come strumenti di pianificazione strategica, ma anche come dispositivi di apprendimento capaci di mobilitare attori, orientare l’azione e ampliare la comprensione dei processi globali.
2026
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