Questo articolo offre un’analisi sistematica del controllo concomitante nell’ambito della Corte dei conti, ricostruendone l’evoluzione dalla sua iniziale introduzione nel 2009 fino alla successiva trasformazione, alla contrazione del suo ambito applicativo e alla prospettiva di riforma delineata dalla delega legislativa del 2026. Lo studio inquadra il controllo concomitante come un meccanismo ibrido di vigilanza, collocato tra il controllo preventivo di legittimità e il controllo successivo sulla performance, caratterizzato dalla sua peculiare natura in itinere e dal suo orientamento correttivo. Il contributo individua tre principali fasi normative. In primo luogo, il modello del 2009 configurava una forma di vigilanza in tempo reale sulla gestione pubblica in corso, finalizzata a rilevare gravi irregolarità e ritardi attraverso un impianto procedurale e collaborativo. In secondo luogo, la riforma del 2020 ha reintrodotto l’istituto come strumento espressamente “acceleratorio”, allineandolo alla logica del controllo in tempo reale e collegandone gli esiti alla responsabilità dirigenziale, al fine di sostenere la tempestiva attuazione dei principali programmi di ripresa economica. In terzo luogo, l’intervento legislativo del 2023 ne ha significativamente ridotto la portata, escludendo i progetti del PNRR e del PNC e riequilibrando così le tensioni istituzionali tra funzione di controllo e azione esecutiva.

Il controllo concomitante / Crismani, A.. - In: AMMINISTRATIV@MENTE. - ISSN 2036-7821. - ELETTRONICO. - 1 speciale(2026), pp. 229-262.

Il controllo concomitante

andrea crismani
2026-01-01

Abstract

Questo articolo offre un’analisi sistematica del controllo concomitante nell’ambito della Corte dei conti, ricostruendone l’evoluzione dalla sua iniziale introduzione nel 2009 fino alla successiva trasformazione, alla contrazione del suo ambito applicativo e alla prospettiva di riforma delineata dalla delega legislativa del 2026. Lo studio inquadra il controllo concomitante come un meccanismo ibrido di vigilanza, collocato tra il controllo preventivo di legittimità e il controllo successivo sulla performance, caratterizzato dalla sua peculiare natura in itinere e dal suo orientamento correttivo. Il contributo individua tre principali fasi normative. In primo luogo, il modello del 2009 configurava una forma di vigilanza in tempo reale sulla gestione pubblica in corso, finalizzata a rilevare gravi irregolarità e ritardi attraverso un impianto procedurale e collaborativo. In secondo luogo, la riforma del 2020 ha reintrodotto l’istituto come strumento espressamente “acceleratorio”, allineandolo alla logica del controllo in tempo reale e collegandone gli esiti alla responsabilità dirigenziale, al fine di sostenere la tempestiva attuazione dei principali programmi di ripresa economica. In terzo luogo, l’intervento legislativo del 2023 ne ha significativamente ridotto la portata, escludendo i progetti del PNRR e del PNC e riequilibrando così le tensioni istituzionali tra funzione di controllo e azione esecutiva.
2026
apr-2026
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