L’articolo analizza il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago come caso emblematico di trasformazione dell’antropologia museale nel Friuli Venezia Giulia dopo gli anni Cinquanta-Sessanta. Attraverso un approccio etnografico partecipato e di lunga durata, si ricostruisce il passaggio da un museo tecnico e “top-down” ad un’istituzione eco-museale intesa come “specchio della comunità”, caratterizzata da un patrimonio a “geometrie variabili”, aperto al dialogo con attori sociali, economici e generazioni differenti. Il museo viene concepito come hub culturale dinamico, capace di raccontare il lavoro non solo come tradizione artigianale, ma come processo storico, industriale e globale. Centrale è la negoziazione tra beni culturali e prodotti commerciali, tra memoria, innovazione e conflitti locali. L’esperienza di Maniago mostra come il museo possa diventare luogo di mediazione identitaria in una realtà complessa, plurale e in continua trasformazione.
Il patrimonio a geometrie variabili del Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago / Altin, Roberta. - In: ARCHEOGRAFO TRIESTINO. - ISSN 0392-0038. - STAMPA. - Extraserie n. 20/2025:(2025), pp. 83-97.
Il patrimonio a geometrie variabili del Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie di Maniago
Altin, Roberta
Primo
2025-01-01
Abstract
L’articolo analizza il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago come caso emblematico di trasformazione dell’antropologia museale nel Friuli Venezia Giulia dopo gli anni Cinquanta-Sessanta. Attraverso un approccio etnografico partecipato e di lunga durata, si ricostruisce il passaggio da un museo tecnico e “top-down” ad un’istituzione eco-museale intesa come “specchio della comunità”, caratterizzata da un patrimonio a “geometrie variabili”, aperto al dialogo con attori sociali, economici e generazioni differenti. Il museo viene concepito come hub culturale dinamico, capace di raccontare il lavoro non solo come tradizione artigianale, ma come processo storico, industriale e globale. Centrale è la negoziazione tra beni culturali e prodotti commerciali, tra memoria, innovazione e conflitti locali. L’esperienza di Maniago mostra come il museo possa diventare luogo di mediazione identitaria in una realtà complessa, plurale e in continua trasformazione.| File | Dimensione | Formato | |
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