Il crescente intreccio tra dinamiche sociali, trasformazioni urbane e nuove forme di vulnerabilità sollecita una riflessione profonda sul ruolo della pedagogia all’interno dei sistemi di welfare urbano. La città, intesa come un sistema educativo diffuso, può configurarsi come laboratorio urbanoeducativo in cui si intrecciano pratiche di cura, inclusione e partecipazione attiva (Musaio, 2024; Mortari, 2021). In questo contesto la pedagogia, l’urbanistica e l’architettura si pongono in mutuo dialogo per contribuire alla progettazione di ambienti capaci di promuovere ben-essere, rapporti significativi e opportunità di scambio e apprendimento intergenerazionale. Da questa prospettiva, la città assume pienamente la funzione di “spazio pedagogico” (De Savi, 2022), dove i processi di (ri)-generazione urbana diventano concrete azioni di welfare culturale e sociale (Righettini, 2024), traducendo le esigenze sociali e formative in soluzioni spaziali coerenti (Zaman & Troiani, 2018) connettendo la dimensione educativa con quella urbana (Cuper et al., 2022). L’articolo, di natura teorica, intende mettere in evidenza gli intrecci tra pedagogia, welfare e rigenerazione urbana nel dare vita a vere e proprie architetture educanti.

Architetture educanti: intrecci tra pedagogia, welfare e rigenerazione urbana / Chianese, G.. - In: JOURNAL OF HEALTH CARE EDUCATION IN PRACTICE. - ISSN 2612-6818. - (2025), pp. 43-50. [10.25430/pupj-jhcep-2025-2-6]

Architetture educanti: intrecci tra pedagogia, welfare e rigenerazione urbana

chianese, g.
2025-01-01

Abstract

Il crescente intreccio tra dinamiche sociali, trasformazioni urbane e nuove forme di vulnerabilità sollecita una riflessione profonda sul ruolo della pedagogia all’interno dei sistemi di welfare urbano. La città, intesa come un sistema educativo diffuso, può configurarsi come laboratorio urbanoeducativo in cui si intrecciano pratiche di cura, inclusione e partecipazione attiva (Musaio, 2024; Mortari, 2021). In questo contesto la pedagogia, l’urbanistica e l’architettura si pongono in mutuo dialogo per contribuire alla progettazione di ambienti capaci di promuovere ben-essere, rapporti significativi e opportunità di scambio e apprendimento intergenerazionale. Da questa prospettiva, la città assume pienamente la funzione di “spazio pedagogico” (De Savi, 2022), dove i processi di (ri)-generazione urbana diventano concrete azioni di welfare culturale e sociale (Righettini, 2024), traducendo le esigenze sociali e formative in soluzioni spaziali coerenti (Zaman & Troiani, 2018) connettendo la dimensione educativa con quella urbana (Cuper et al., 2022). L’articolo, di natura teorica, intende mettere in evidenza gli intrecci tra pedagogia, welfare e rigenerazione urbana nel dare vita a vere e proprie architetture educanti.
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