Il saggio propone alcune riflessioni sul diritto delle tecnologie quantistiche, campo di studio entrato nell’agenda regolatoria europea nel 2025 con la proclamazione dell’Anno Internazionale ONU della Scienza e Tecnologia Quantistica e l’adozione, da parte della Commissione, della Quantum Europe Strategy. La tesi sostenuta è che la disciplina delle tecnologie quantistiche non richieda soltanto un nuovo atto legislativo, ma una ricostruzione multilivello del rapporto tra norme vigenti, standard tecnici e strumenti di industrial policy: il Quantum Act, annunciato per il 2026, dovrebbe funzionare non come codice settoriale autosufficiente, ma come norma di raccordo tra sicurezza, innovazione, certificazione e sovranità tecnologica. Il contributo distingue gli ambiti in cui la normativa esistente richiede adattamento interpretativo (GDPR, eIDAS 2, Reg. UE 2021/821, NIS2, Dir. UE 2024/2853) dagli ambiti ancora privi di sistemazione organica (certificazione integrata, coordinamento QKD/PQC, regime brevettuale dei protocolli quantistici), e li colloca nel più ampio quadro del diritto amministrativo dell’innovazione tecnologica.

Diritto delle tecnologie Quantum. Sfide regolatorie / Crismani, Andrea. - In: CERIDAP. - ISSN 2723-9195. - ELETTRONICO. - 2(2026), pp. 1-24. [10.13130/2723-9195/2026-2-41]

Diritto delle tecnologie Quantum. Sfide regolatorie

andrea crismani
2026-01-01

Abstract

Il saggio propone alcune riflessioni sul diritto delle tecnologie quantistiche, campo di studio entrato nell’agenda regolatoria europea nel 2025 con la proclamazione dell’Anno Internazionale ONU della Scienza e Tecnologia Quantistica e l’adozione, da parte della Commissione, della Quantum Europe Strategy. La tesi sostenuta è che la disciplina delle tecnologie quantistiche non richieda soltanto un nuovo atto legislativo, ma una ricostruzione multilivello del rapporto tra norme vigenti, standard tecnici e strumenti di industrial policy: il Quantum Act, annunciato per il 2026, dovrebbe funzionare non come codice settoriale autosufficiente, ma come norma di raccordo tra sicurezza, innovazione, certificazione e sovranità tecnologica. Il contributo distingue gli ambiti in cui la normativa esistente richiede adattamento interpretativo (GDPR, eIDAS 2, Reg. UE 2021/821, NIS2, Dir. UE 2024/2853) dagli ambiti ancora privi di sistemazione organica (certificazione integrata, coordinamento QKD/PQC, regime brevettuale dei protocolli quantistici), e li colloca nel più ampio quadro del diritto amministrativo dell’innovazione tecnologica.
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