Il contributo analizza il ruolo del sapere pedagogico nella ridefinizione dei corpi femminili all’interno dell’immaginariodigitale contemporaneo, con particolare attenzione alle forme di violenza di genere mediate dalla tecnologia. In uncontesto segnato dalla crescente mediatizzazione della corporeità, le tecnologie digitali contribuiscono attivamente allacostruzione simbolica dei corpi, favorendo processi di ipervisibilità, oggettivazione e de-umanizzazione del corpo fem-minile. Tali dinamiche incidono sui processi identitari e relazionali, promuovendo pratiche di autocontrollo, giudiziosociale e senso di inadeguatezza. Gli ambienti digitali si configurano così come dispositivi educativi impliciti che vei-colano modelli corporei stereotipati, ulteriormente amplificati dai sistemi di raccomandazione automatizzata e dall’in-telligenza artificiale Adottando una prospettiva interdisciplinare il contributo interpreta le piattaforme digitali comecontesti educativi e propone una rilettura dei corpi femminili come questione etica e politica, in funzione di una mag-giore giustizia sociale e di genere

Cartografie del corpo digitale femminile: sfide pedagogiche e risignificazioni nell’era delle piattaforme digitali / Chianese, G., Pallaver, S.. - In: CULTURA PEDAGOGICA E SCENARI EDUCATIVI. - ISSN 2975-0113. - (2026), pp. 77-85.

Cartografie del corpo digitale femminile: sfide pedagogiche e risignificazioni nell’era delle piattaforme digitali

Chianese, G
;
Pallaver, S.
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza il ruolo del sapere pedagogico nella ridefinizione dei corpi femminili all’interno dell’immaginariodigitale contemporaneo, con particolare attenzione alle forme di violenza di genere mediate dalla tecnologia. In uncontesto segnato dalla crescente mediatizzazione della corporeità, le tecnologie digitali contribuiscono attivamente allacostruzione simbolica dei corpi, favorendo processi di ipervisibilità, oggettivazione e de-umanizzazione del corpo fem-minile. Tali dinamiche incidono sui processi identitari e relazionali, promuovendo pratiche di autocontrollo, giudiziosociale e senso di inadeguatezza. Gli ambienti digitali si configurano così come dispositivi educativi impliciti che vei-colano modelli corporei stereotipati, ulteriormente amplificati dai sistemi di raccomandazione automatizzata e dall’in-telligenza artificiale Adottando una prospettiva interdisciplinare il contributo interpreta le piattaforme digitali comecontesti educativi e propone una rilettura dei corpi femminili come questione etica e politica, in funzione di una mag-giore giustizia sociale e di genere
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