Questo studio indaga il rapporto tra linguaggio letterario discriminatorio e agency autoriale attraverso un quadro teorico e metodologico denominato Analisi dell'asse diegetico-mimetico (DMA). L'obiettivo è determinare se, e in che misura, l'uso di parole denigratorie o discriminatorie nei testi letterari possa essere attribuito all'autore o ricondotto alle voci dei personaggi e alle dinamiche narrative. L'analisi si concentra sulla rappresentazione linguistica delle figure dei migranti attraverso dieci parole, esaminandone la distribuzione, la frequenza e la variazione diacronica. I risultati rivelano un passaggio dall’uso diffuso di parole denigratorie verso la progressiva adozione di forme lessicali più neutre e inclusive. Il quadro si basa su tre presupposti teorici: trasversalità (il linguaggio discriminatorio appare sia a livello diegetico che mimetico), coincidenza (le forme linguistiche si sovrappongono tra questi livelli) e diacronia (l’uso si evolve in modo coerente nel tempo). L'integrazione con testi di saggistica supporta ulteriormente l'interpretazione delle scelte autoriali, offrendo un modello replicabile per lo studio del linguaggio discriminatorio in contesti letterari e culturali. La metodologia combina la linguistica dei corpora, il distant reading e l'analisi differenziale applicati ai 102 testi della serie del Commissario Montalbano.
Assunti teorico-metodologici su linguaggio letterario esclusivo e dati testuali / Mazzarisi, P.. - II:(2026), pp. 194-203. (18th International Conference on Statistical Analysis of Textual Data Università di Palermo 8-10 luglio).
Assunti teorico-metodologici su linguaggio letterario esclusivo e dati testuali
Pietro Mazzarisi
2026-01-01
Abstract
Questo studio indaga il rapporto tra linguaggio letterario discriminatorio e agency autoriale attraverso un quadro teorico e metodologico denominato Analisi dell'asse diegetico-mimetico (DMA). L'obiettivo è determinare se, e in che misura, l'uso di parole denigratorie o discriminatorie nei testi letterari possa essere attribuito all'autore o ricondotto alle voci dei personaggi e alle dinamiche narrative. L'analisi si concentra sulla rappresentazione linguistica delle figure dei migranti attraverso dieci parole, esaminandone la distribuzione, la frequenza e la variazione diacronica. I risultati rivelano un passaggio dall’uso diffuso di parole denigratorie verso la progressiva adozione di forme lessicali più neutre e inclusive. Il quadro si basa su tre presupposti teorici: trasversalità (il linguaggio discriminatorio appare sia a livello diegetico che mimetico), coincidenza (le forme linguistiche si sovrappongono tra questi livelli) e diacronia (l’uso si evolve in modo coerente nel tempo). L'integrazione con testi di saggistica supporta ulteriormente l'interpretazione delle scelte autoriali, offrendo un modello replicabile per lo studio del linguaggio discriminatorio in contesti letterari e culturali. La metodologia combina la linguistica dei corpora, il distant reading e l'analisi differenziale applicati ai 102 testi della serie del Commissario Montalbano.Pubblicazioni consigliate
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