Il contributo si focalizza su un genere testuale che sta acquisendo sempre più importanza nell’ambito medico: i questionari rivolti ai pazienti e, in particolare, quelli denominati “Quality of Life”. Si tratta di strumenti utilizzati ormai con grande frequenza nella medicina moderna per raccogliere e misurare la percezione dei pazienti stessi riguardo alla propria salute, ad una malattia o a un trattamento a cui sono sottoposti. La struttura testuale costituita essenzialmente da domande e risposte (queste ultime spesso chiuse) e l’esigenza di garantire la massima comprensibilità per il paziente potrebbero indurre a ritenere che il genere sia relativamente semplice e si presti bene ad essere tradotto con ausili informatizzati, seppur sotto il continuo controllo umano. Invece, la loro traduzione segue attualmente metodologie molto complesse, fissate in linee guida di organismi autorevoli quali l’OMS o l’EORTC, che prevedono il coinvolgimento di diversi esperti, sia medici che traduttori, e non sembrano contemplare, almeno finora, un ricorso alla traduzione assistita o automatica né all’intelligenza artificiale. Un motivo risiede sicuramente nella necessità di raggiungere la massima equivalenza delle diverse versioni linguistiche per garantire la comparabilità dei risultati a livello internazionale; tuttavia, ci si chiede se anche la postulata semplicità non sia solo apparente e nasconda questioni linguistiche e di adattamento culturale da non sottovalutare. Al fine di tentare di dare una risposta a questo quesito si sono creati tre corpora testuali, uno costituito dalle versioni originali in inglese, uno dalle traduzioni in tedesco e uno dalle traduzioni in italiano, che sono stati sottoposti ad analisi sia quantitativa che qualitativa. Nel contributo si esporranno sinteticamente alcuni risultati e si accennerà alla possibilità di velocizzare in futuro il processo traduttivo tramite un parziale impiego delle nuove tecnologie.

L'analisi dei corpora come ausilio nella traduzione di un genere testuale apparentemente semplice. Il caso dei questionari per i pazienti / Magris, M.. - In: CULTURA TEDESCA. - ISSN 1720-514X. - STAMPA. - 71:(2026), pp. 167-185.

L'analisi dei corpora come ausilio nella traduzione di un genere testuale apparentemente semplice. Il caso dei questionari per i pazienti

Magris, Marella
2026-01-01

Abstract

Il contributo si focalizza su un genere testuale che sta acquisendo sempre più importanza nell’ambito medico: i questionari rivolti ai pazienti e, in particolare, quelli denominati “Quality of Life”. Si tratta di strumenti utilizzati ormai con grande frequenza nella medicina moderna per raccogliere e misurare la percezione dei pazienti stessi riguardo alla propria salute, ad una malattia o a un trattamento a cui sono sottoposti. La struttura testuale costituita essenzialmente da domande e risposte (queste ultime spesso chiuse) e l’esigenza di garantire la massima comprensibilità per il paziente potrebbero indurre a ritenere che il genere sia relativamente semplice e si presti bene ad essere tradotto con ausili informatizzati, seppur sotto il continuo controllo umano. Invece, la loro traduzione segue attualmente metodologie molto complesse, fissate in linee guida di organismi autorevoli quali l’OMS o l’EORTC, che prevedono il coinvolgimento di diversi esperti, sia medici che traduttori, e non sembrano contemplare, almeno finora, un ricorso alla traduzione assistita o automatica né all’intelligenza artificiale. Un motivo risiede sicuramente nella necessità di raggiungere la massima equivalenza delle diverse versioni linguistiche per garantire la comparabilità dei risultati a livello internazionale; tuttavia, ci si chiede se anche la postulata semplicità non sia solo apparente e nasconda questioni linguistiche e di adattamento culturale da non sottovalutare. Al fine di tentare di dare una risposta a questo quesito si sono creati tre corpora testuali, uno costituito dalle versioni originali in inglese, uno dalle traduzioni in tedesco e uno dalle traduzioni in italiano, che sono stati sottoposti ad analisi sia quantitativa che qualitativa. Nel contributo si esporranno sinteticamente alcuni risultati e si accennerà alla possibilità di velocizzare in futuro il processo traduttivo tramite un parziale impiego delle nuove tecnologie.
2026
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