Un tradizionale approccio epistemologico continua a considerare la Geografia quale imprescindibile presupposto e, nel contempo, quale fecondo traguardo di significativi itinerari di esplorazione geologica. Geografia e Geologia, infatti, sono scienze contigue, dialoganti, complementari, caratterizzate da epistemologie a tratti convergenti, che traggono proficuo beneficio e reciproco arricchimento proprio da un’incessante dinamica ininterrotta interazione. L’odierna iper-specializzazione sub-disciplinare perseguita con decisione sul versante geologico e, d’altra parte, uno sfilacciamento dell’originario approccio integrale sul versante geografico, sembrano eclissare certezze consolidate e non negoziabili per generazioni di studiosi, mettendo in discussione l’opportuna collaborazione scientifica tra discipline chiamate a scoprire il pianeta e, in prospettiva crono-spaziale, le sue articolate interazioni con l’uomo. La primigenia vocazione che, tuttavia, saldamente accomuna le due discipline, ossia il punto di vista integrale, riemerge, ad esempio, dall’accurata riscoperta e dalla conseguente valorizzazione di un sussidio-chiave per entrambe, più precisamente, la carta geologica. Carta tematica di notevole complessità sul piano elaborativo - essa richiede, infatti, gravose prolungate operazioni di rilevamento geologico che coinvolgono una miriade di specialisti e impongono tra l’altro l’esercizio di non banali competenze geografiche - appare non meno ardua da manipolare ai fini della stessa indagine scientifica, in forza degli impegnativi prerequisiti richiesti a chi si accinge ad utilizzarla, anche con il mero intento di leggerla, tanto più quando si renda invece necessaria una conseguente corretta interpretazione. La carta geologica rappresenta, tuttavia, e ciò non può essere sottaciuto, un’eccezionale risorsa proprio per lo sviluppo della ricerca geografica, anzitutto ambientale ma non di meno integrale, oltre che per la sua conseguente declinazione didattica, in forza dell’inestimabile patrimonio di informazioni che mirabilmente custodisce, su cui il geografo attento e geologicamente preparato può fondare originali inediti percorsi poli-prospettici di analisi territoriale, estremamente ricchi di stimoli e di potenzialità formative nonché di avvincenti risonanze interdisciplinari.

La carta geologica. Un sussidio strategico per la ricerca e la didattica della Geografia

STOPPA, MICHELE
2011-01-01

Abstract

Un tradizionale approccio epistemologico continua a considerare la Geografia quale imprescindibile presupposto e, nel contempo, quale fecondo traguardo di significativi itinerari di esplorazione geologica. Geografia e Geologia, infatti, sono scienze contigue, dialoganti, complementari, caratterizzate da epistemologie a tratti convergenti, che traggono proficuo beneficio e reciproco arricchimento proprio da un’incessante dinamica ininterrotta interazione. L’odierna iper-specializzazione sub-disciplinare perseguita con decisione sul versante geologico e, d’altra parte, uno sfilacciamento dell’originario approccio integrale sul versante geografico, sembrano eclissare certezze consolidate e non negoziabili per generazioni di studiosi, mettendo in discussione l’opportuna collaborazione scientifica tra discipline chiamate a scoprire il pianeta e, in prospettiva crono-spaziale, le sue articolate interazioni con l’uomo. La primigenia vocazione che, tuttavia, saldamente accomuna le due discipline, ossia il punto di vista integrale, riemerge, ad esempio, dall’accurata riscoperta e dalla conseguente valorizzazione di un sussidio-chiave per entrambe, più precisamente, la carta geologica. Carta tematica di notevole complessità sul piano elaborativo - essa richiede, infatti, gravose prolungate operazioni di rilevamento geologico che coinvolgono una miriade di specialisti e impongono tra l’altro l’esercizio di non banali competenze geografiche - appare non meno ardua da manipolare ai fini della stessa indagine scientifica, in forza degli impegnativi prerequisiti richiesti a chi si accinge ad utilizzarla, anche con il mero intento di leggerla, tanto più quando si renda invece necessaria una conseguente corretta interpretazione. La carta geologica rappresenta, tuttavia, e ciò non può essere sottaciuto, un’eccezionale risorsa proprio per lo sviluppo della ricerca geografica, anzitutto ambientale ma non di meno integrale, oltre che per la sua conseguente declinazione didattica, in forza dell’inestimabile patrimonio di informazioni che mirabilmente custodisce, su cui il geografo attento e geologicamente preparato può fondare originali inediti percorsi poli-prospettici di analisi territoriale, estremamente ricchi di stimoli e di potenzialità formative nonché di avvincenti risonanze interdisciplinari.
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