INTRODUZIONE. E' noto che meno di metà dei pazienti con cardiopatia ischemica cronica raggiunge i livelli desiderati di colesterolo LDL (LDL-C) <100 mg/dl. In accordo alle più recenti linee guida internazionali, questo livello è stato abbassato a <70 mg/dl nei pazienti ad alto rischio. METODI E MATERIALI. Dall'1 novembre 2009 al 31 dicembre 2012, 4953 pazienti con cardiopatia ischemica cronica sono stati iscritti nel Registro Cardiovascolare di Trieste (Italy). Abbiamo valutato dati clinici, livelli di LDL-C, prescrizione di statine ed esito a medio termine in pazienti con cardiopatia ischemica cronica. RISULTATI. Ad una prima valutazione clinica, i valori di LDL-C erano disponibili solo per il 61,5% dei pazienti. I livelli di riferimento di LDL-C <70 mg/dl sono stati raggiunti nel 17% dei casi e quelli di LDL-C <100 mg/dl nel 53%. I pazienti con i livelli più bassi di LDL-C sono più di frequente maschi, con un profilo di rischio cardiovascolare più alto, multimorbilità e assunzione di diversi farmaci. I livelli di LDL-C hanno influenzato la prescrizione di statine: in pazienti con livello LDL-C >100 mg/dl, i cardiologi hanno iniziato o modificato il dosaggio della terapia a base di statine due volte di più che nei pazienti con livello di LDL-C <100 mg/dl, anche se solo in meno del 20% dei casi. I pazienti con LDL-C <100 mg/dl in terapia con statine hanno avuto una prognosi migliore, mentre i pazienti con livelli LDL-C bassi senza terapia con statine hanno avuto prognosi peggiori. Un altro fattore determinante la prognosi di questa popolazione con LDL-C <100 mg/dl era l'età, la presenza di scompensi cardiaci, la comorbilità (stimata con l'indice di Charlson) e l'assunzione di diversi farmaci. CONCLUSIONI. Nella nostra popolazione di pazienti con cardiopatia ischemica cronica il target di LDL-C <100 mg/dl è stato raggiunto nel 53% dei casi. I livelli di LDL-C hanno influenzato la prescrizione di statine e la variazione dei dosaggi. L'esito a medio-lungo termine è strettamente influenzato dal raggiungimento del target dei livelli LDL-C e dalla prescrizione di statine.

Il raggiungimento dei target raccomandati di profilo lipidico in una popolazione con cardiopatia ischemica cronica: dalle linee guida al mondo reale

MOROSIN, MARCO;BARBATI, GIULIA;CATTIN, LUIGI;SINAGRA, GIANFRANCO;DI LENARDA, ANDREA
2015

Abstract

INTRODUZIONE. E' noto che meno di metà dei pazienti con cardiopatia ischemica cronica raggiunge i livelli desiderati di colesterolo LDL (LDL-C) <100 mg/dl. In accordo alle più recenti linee guida internazionali, questo livello è stato abbassato a <70 mg/dl nei pazienti ad alto rischio. METODI E MATERIALI. Dall'1 novembre 2009 al 31 dicembre 2012, 4953 pazienti con cardiopatia ischemica cronica sono stati iscritti nel Registro Cardiovascolare di Trieste (Italy). Abbiamo valutato dati clinici, livelli di LDL-C, prescrizione di statine ed esito a medio termine in pazienti con cardiopatia ischemica cronica. RISULTATI. Ad una prima valutazione clinica, i valori di LDL-C erano disponibili solo per il 61,5% dei pazienti. I livelli di riferimento di LDL-C <70 mg/dl sono stati raggiunti nel 17% dei casi e quelli di LDL-C <100 mg/dl nel 53%. I pazienti con i livelli più bassi di LDL-C sono più di frequente maschi, con un profilo di rischio cardiovascolare più alto, multimorbilità e assunzione di diversi farmaci. I livelli di LDL-C hanno influenzato la prescrizione di statine: in pazienti con livello LDL-C >100 mg/dl, i cardiologi hanno iniziato o modificato il dosaggio della terapia a base di statine due volte di più che nei pazienti con livello di LDL-C <100 mg/dl, anche se solo in meno del 20% dei casi. I pazienti con LDL-C <100 mg/dl in terapia con statine hanno avuto una prognosi migliore, mentre i pazienti con livelli LDL-C bassi senza terapia con statine hanno avuto prognosi peggiori. Un altro fattore determinante la prognosi di questa popolazione con LDL-C <100 mg/dl era l'età, la presenza di scompensi cardiaci, la comorbilità (stimata con l'indice di Charlson) e l'assunzione di diversi farmaci. CONCLUSIONI. Nella nostra popolazione di pazienti con cardiopatia ischemica cronica il target di LDL-C <100 mg/dl è stato raggiunto nel 53% dei casi. I livelli di LDL-C hanno influenzato la prescrizione di statine e la variazione dei dosaggi. L'esito a medio-lungo termine è strettamente influenzato dal raggiungimento del target dei livelli LDL-C e dalla prescrizione di statine.
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