Il presente saggio esplora la dimensione iconografica quale dispositivo centrale nella costruzione dell’immaginario poetico e sociale del circolo formatosi attorno alla figura del poeta tedesco Stefan George (George-Kreis, 1890-1933), analizzando come l’immagine fotografica trascenda la mera documentazione per divenire strumento di mitizzazione poetica e autorappresentazione carismatica. Attraverso un’analisi del materiale iconografico riguardante Stefan George e i suoi seguaci, si indaga come la fotografia diventi pratica rituale di auto-configurazione estetica, traducendo l’ideale estetico-politico del gruppo come élite culturale in un linguaggio visivo per l’epoca estremamente sofisticato. In questa pratica e rituale particolare attenzione viene dedicata alla stilizzazione eroica di George, evidenziando come la sovrapposizione con figure quali Cesare, San Giorgio, Bartolomeo Colleoni e persino con il mito di Sigfrido risponda a precise strategie di auto-legittimazione culturale. L’articolo intende indagare come la produzione fotografica nel George-Kreis non rappresenti affatto un mero dato documentaristico, ma un complesso dispositivo di elaborazione identitaria che contribuì in maniera determinante alla costruzione dell’identità del gruppo come élite spirituale depositaria di un sapere esoterico.

LA FOTOGRAFIA NEL GEORGE-KREIS: VISUALITÀ, RITUALE E COSTRUZIONE MITICA DELL‟IDENTITÀ POETICA

Ulisse Dogà
2025-01-01

Abstract

Il presente saggio esplora la dimensione iconografica quale dispositivo centrale nella costruzione dell’immaginario poetico e sociale del circolo formatosi attorno alla figura del poeta tedesco Stefan George (George-Kreis, 1890-1933), analizzando come l’immagine fotografica trascenda la mera documentazione per divenire strumento di mitizzazione poetica e autorappresentazione carismatica. Attraverso un’analisi del materiale iconografico riguardante Stefan George e i suoi seguaci, si indaga come la fotografia diventi pratica rituale di auto-configurazione estetica, traducendo l’ideale estetico-politico del gruppo come élite culturale in un linguaggio visivo per l’epoca estremamente sofisticato. In questa pratica e rituale particolare attenzione viene dedicata alla stilizzazione eroica di George, evidenziando come la sovrapposizione con figure quali Cesare, San Giorgio, Bartolomeo Colleoni e persino con il mito di Sigfrido risponda a precise strategie di auto-legittimazione culturale. L’articolo intende indagare come la produzione fotografica nel George-Kreis non rappresenti affatto un mero dato documentaristico, ma un complesso dispositivo di elaborazione identitaria che contribuì in maniera determinante alla costruzione dell’identità del gruppo come élite spirituale depositaria di un sapere esoterico.
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