Nell’area alpina della regione Veneto non è attualmente presente un collegamento ferroviario con la rete transalpina austriaca e la linea esistente, che si estende lungo la valle del fiume Piave e collega l’area del Cadore (Calalzo) e la città di Belluno (capoluogo di provincia) alla pianura veneta, non crea una efficace attrazione verso il potenziale bacino di utenti. Infatti gli altri centri della provincia di Belluno sono collegati alle stazioni ferroviarie mediante linee di autobus e le principali mete del turismo estivo e invernale non sono ben servite. Mediante una serie di studi pregressi si è rilanciata la proposta di una nuova linea ferroviaria (da Calalzo di Cadore fino a Cortina d’Ampezzo, passando per Auronzo di Cadore), la quale rappresenterebbe una soluzione alla domanda di mobilità della provincia e permetterebbe anche un incremento della stessa per lo sviluppo economico e turistico dell’area. La realizzazione della nuova linea ferroviaria sarebbe ulteriormente incentivata se si pensasse di realizzare un collegamento ferroviario tra Cortina d’Ampezzo e Misurina oppure di prolungare la linea ferroviaria di progetto da Cortina d’Ampezzo fino a Dobbiaco (dove sorgeva la ferrovia delle Dolomiti): in tal modo il numero di passeggeri al chilometro potrebbe incrementare notevolmente favorendo lo sviluppo di nuovi impianti ricettivi e sportivi con la creazione di notevoli posti di lavoro e di un ambiente più confortevole allo sviluppo demografico.

Riutilizzo di tracciati ferroviari alpini dismessi

Baliello A.
2018

Abstract

Nell’area alpina della regione Veneto non è attualmente presente un collegamento ferroviario con la rete transalpina austriaca e la linea esistente, che si estende lungo la valle del fiume Piave e collega l’area del Cadore (Calalzo) e la città di Belluno (capoluogo di provincia) alla pianura veneta, non crea una efficace attrazione verso il potenziale bacino di utenti. Infatti gli altri centri della provincia di Belluno sono collegati alle stazioni ferroviarie mediante linee di autobus e le principali mete del turismo estivo e invernale non sono ben servite. Mediante una serie di studi pregressi si è rilanciata la proposta di una nuova linea ferroviaria (da Calalzo di Cadore fino a Cortina d’Ampezzo, passando per Auronzo di Cadore), la quale rappresenterebbe una soluzione alla domanda di mobilità della provincia e permetterebbe anche un incremento della stessa per lo sviluppo economico e turistico dell’area. La realizzazione della nuova linea ferroviaria sarebbe ulteriormente incentivata se si pensasse di realizzare un collegamento ferroviario tra Cortina d’Ampezzo e Misurina oppure di prolungare la linea ferroviaria di progetto da Cortina d’Ampezzo fino a Dobbiaco (dove sorgeva la ferrovia delle Dolomiti): in tal modo il numero di passeggeri al chilometro potrebbe incrementare notevolmente favorendo lo sviluppo di nuovi impianti ricettivi e sportivi con la creazione di notevoli posti di lavoro e di un ambiente più confortevole allo sviluppo demografico.
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